CRISTIAN BOTTAUSCI

A chi dice che il colpo di fulmine non esiste Cristian Bottausci  – 47enne perugino consulente vendite nel settore auto – risponde, almeno in campo sportivo, con la storia della sua passione per il Sup esplosa insieme ad un amico nel 2013.

“Eravamo a Tuoro sul Trasimeno insieme intenzionati a provare la canoa quando abbiamo letto la sigla Sup che chi ha incuriosito. E pensare che c’era una sola tavola che ci siamo “litigati” tra noi due. Una volta salito sopra, il mio cervello ha fatto clic e ho capito che quella era la mia strada”.

Qual è stata la molla che ha scatenato il tuo interesse?

“Mah, forse è stato l’effetto di stare in piedi, posizione che cambia l’emozione e la prospettiva rispetto a stare seduto dentro una canoa. E poi è particolarmente stimolante la tecnica”.

Anche imparare è stato una sorta di avventura.

“Infatti. Non esistendo questa disciplina sul Trasimeno all’inizio abbiamo cercato d’imparare su Youtube e poi ci siamo messi in contatto con “Urban” di Rimini, negozio del settore specializzato tra i più famosi d’Italia convocando il tecnico Roberto Mandolini per noi e un gruppo ristretto di persone. A quel punto, fare un corso da istruttore a Viareggio e, sempre nel 2013, la mia prima gara Igea Marina, è stato veramente un attimo”.

Passione che hai voluto subito condividere, facendola diventare qualcosa di più di un semplice hobby.

“Nel 2014 ho iniziato sistematicamente a fare le gare, per poi aprire la scuola Sup Trasimeno, impegnandoci moltissimo per diffondere questo sport e, a nostra volta, formare anche nuovi tecnici. Questo sport era sconosciuto sul lago, dove in passato si faceva windsurf e kite surf”.

Qual è per te la differenza tra svago, attività sportiva e competizione?

“Svago è quando sali su una tavola e ti trovi in mezzo ad uno specchio d’acqua dove ti puoi prendere il piacere di passeggiare come se fossi in bicicletta. Per le gare occorre non solo tecnica ma anche preparazione fisica e per questo devi darti tempo per poter andare forte in ogni condizione meteo visto che le competizioni di Sup si svolgono sempre e comunque”.

Il Sup è veramente per tutti? Come ci si deve preparare mentalmente e fisicamente?

“Certamente. Esistono tavole con dimensioni adatte che possono essere utilizzati da persone che non hanno una particolare fisicità. Mentre per imparare è sempre consigliabile frequentare un corso per non farsi male e poter uscire e rientrare in sicurezza su qualsiasi specchio d’acqua. Se poi c’è anche la passione allora si può pensare a gareggiare”.

A tuo avviso c’è qualcosa che si può o si deve fare per aumentare la diffusione di questa disciplina nel nostro Paese?

“Secondo me andrebbe promosso anche nelle scuole come sport alternativo a calcio e basket perché è salutare, disciplina e forma la persona obbligandola a conoscere l’acqua, ad acquisire la giusta tecnica e ad essere in grado di valutare condizioni meteo ed eventuali rischi. Dai 9 anni si possono mettere i bambini sopra la tavola”.  

La vostra attività ha stimolato anche un nuovo modo di fare turismo?

“Certo. Chi viene sul Trasimeno può andare in mezzo al lago a visitare le isole o le zone di riproduzione degli uccelli. La tavola, poi, consente di fare escursioni di vario genere e contribuisce a rendere questo tipo di turismo ancora più attivo, dinamico e sostenibile. Chi lo pratica ha uno spirito molto ecologista e quando va in giro è difficile che non raccolga anche i rifiuti che trova sulla sua strada. Posso dire che il nostro gruppo ha senz’altro contribuito a far conoscere il lago. Anche perché parliamo di una superficie di 128 chilometri quadrati, il quarto d’Italia per estensione e il più antico considerando che nell’antichità era addirittura un golfo sul Tirreno. Fino al 2014 ha avuto sempre il massimo dei voti dalla Goletta verde di Legambiente poi alcune zone sono peggiorate ma l’importante è non arrendersi mai a questo declino e la nostra responsabilità è quella di batterci per conservarne la bellezza”.

Qual è l’identikit dei frequentatori?

“La nostra associazione conta circa 50 soci e una trentina si recano al lago anche d’inverno. Per tutta l’estate, poi, ci sono turisti in gran parte stranieri. Sembra un paradosso ma per esempio molti olandesi, pur avendo a disposizione il loro mare, scoprono il Sup proprio da noi”.

Quali sono i tuoi progetti e i tuoi sogni?

“Riuscire a competere ancora a buoni livelli, attualmente faccio una quindicina di gare all’anno anche in mare. E poi far diventare Il Sup il mio lavoro, diffondendo l’amore per questa disciplina. A Passignano sul Trasimeno ho organizzato appuntamenti di valenza nazionale il più importante dei quali, ai primi di ottobre, è la Maratona del Sup di 40 chilometri, ancora oggi la gara più lunga d’Italia. Quest’anno, emergenza sanitaria permettendo, ci accingiamo a festeggiare la settima edizione”.

Di seguito il link ai corsi svolti da SUP TRASIMENO , presenti ovviamente sul portale di BLUEDREAMING!

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